
Dopo la partita di ieri con l’Udinese, la dirigenza dell’Inter ha approvato la risoluzione del contratto di Mehdi Taremi, sotto pressione perché lui vorrebbe andarsene a causa di una serie di eventi che hanno compromesso il suo rapporto con il club. Quello che inizialmente sembrava un trasferimento vantaggioso per entrambe le parti si è rapidamente trasformato in una situazione difficile, fatta di incomprensioni, mancate promesse e tensioni interne che hanno portato a una frattura insanabile.
L’attaccante iraniano era stato acquistato dall’Inter con l’obiettivo di rafforzare il reparto offensivo, offrendo un’alternativa di qualità a Lautaro Martínez e Marcus Thuram. Il suo arrivo era stato accolto con grande entusiasmo dai tifosi, convinti che le sue qualità potessero aggiungere ulteriore pericolosità all’attacco nerazzurro. Tuttavia, già dai primi mesi si erano manifestati i primi segnali di un’integrazione più difficile del previsto.
Il principale problema di Taremi all’Inter è stato il suo scarso impiego. Sin dalle prime giornate di campionato, l’allenatore ha dimostrato di avere delle gerarchie ben definite in attacco, preferendo puntare con continuità sulla coppia Lautaro-Thuram. Questo ha relegato Taremi a un ruolo di secondo piano, costringendolo a scendere in campo solo nei finali di partita o in gare di minore importanza. Un ruolo che l’attaccante non ha mai accettato del tutto, convinto di poter dare molto di più.
Con il passare delle settimane, la sua frustrazione è cresciuta. Nei momenti in cui ha avuto la possibilità di giocare, ha spesso cercato di mettersi in mostra, ma il suo rendimento non è stato all’altezza delle aspettative. Forse per la pressione di dover dimostrare tutto in pochi minuti, forse per un problema di ambientamento, le sue prestazioni non hanno convinto l’allenatore, che ha continuato a preferire le scelte iniziali.
Taremi, abituato a essere protagonista nei suoi club precedenti, non ha accettato di buon grado questa situazione. Secondo alcune fonti vicine alla squadra, il giocatore avrebbe avuto più di un confronto con l’allenatore e la dirigenza, chiedendo maggiori garanzie sul suo impiego. Ma il tecnico nerazzurro è stato irremovibile: le gerarchie non sarebbero cambiate e Taremi avrebbe dovuto guadagnarsi il posto con il lavoro quotidiano.
Questo scenario ha portato a un crescente malumore del giocatore, che ha iniziato a valutare la possibilità di cambiare aria già nel mercato invernale. Tuttavia, l’Inter ha deciso di trattenerlo, nella speranza che potesse diventare utile nella seconda parte della stagione. Ma invece di migliorare, la situazione è peggiorata.
Il culmine è arrivato nella partita contro l’Udinese. Dopo essere stato escluso dall’undici titolare per l’ennesima volta, Taremi ha avuto una reazione che non è passata inosservata. Durante il riscaldamento, appariva visibilmente contrariato, scambiando poche parole con i compagni e mostrando un atteggiamento distante. Quando è stato chiamato in panchina, ha reagito con evidente irritazione, rimanendo seduto e scuotendo la testa.
Dopo il fischio finale, l’iraniano ha evitato di festeggiare con i compagni e ha lasciato il campo direttamente negli spogliatoi, senza fermarsi a salutare i tifosi. Un comportamento che ha fatto rumore, soprattutto perché non era la prima volta che il giocatore mostrava segni di insofferenza.
A quel punto, la dirigenza dell’Inter ha deciso di intervenire. Dopo un incontro d’urgenza con l’allenatore e il procuratore di Taremi, si è arrivati alla conclusione che la soluzione migliore per tutti fosse la rescissione consensuale del contratto. Una decisione che ha sorpreso molti, ma che era ormai inevitabile.
Per Taremi, questa esperienza all’Inter si è rivelata molto diversa da quanto immaginato. L’attaccante iraniano si aspettava di essere un elemento chiave della squadra, ma si è ritrovato a ricoprire un ruolo marginale, senza mai riuscire a entrare veramente nei meccanismi del gioco nerazzurro.